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La storia

La basilica di San Pietro in Ciel d'Oro venne chiamata così a causa della cupola interna dorata appartenente alla prima chiesa paleocristiana eretta sopra la tomba del filosofo romano Severino Boezio, fatto uccidere dal re Teodorico nel 525 d.C. Sulla lapide presente in facciata sono scritti i versi di Dante Alighieri collegati all'avvenimento: "Lo corpo ond’ella fu cacciata giace giuso in cieldauro ed essa da martiro e da esilio venne a questa pace" (Par. X,127-129).
Nell'VIII secolo, durante il dominio longobardo, Pavia era capitale dell'impero e nel 724 d.C. Liutprando, sovrano longobardo, acquistò dai Saraceni il corpo di Sant'Agostino e lo trasportò dalla Sardegna, via mare, fino a Genova dove venne recuperato e portato fino a Pavia, nella chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro. Alla sua morte Liutprando venne seppellito nella chiesa di Sant'Adriano a Pavia, ma alla fine del XII secolo i suoi resti furono spostati nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro dall'allora abate della chiesa Ulrico. Nel 1895 le sue ossa vennero posizionate presso il pilastro destro d'ingresso della cripta, dove si può notare la lapide "hic iacent ossa regis liutprandi" e la lastra con epitaffio risalente all’epoca dell’abate Ulrico.
La chiesa che si può ammirare oggi risale alla fine dell'XI e inizio XII secolo e la facciata al 1132, anno della consacrazione della chiesa da parte di Papa Innocenzo II.
Ai lati della chiesa si trovavano due conventi; quello a nord era occupato dai canonici lateranensi, quello a sud dai monaci agostiniani, che subentrarono ai monaci benedettini all'inizio del XIII secolo.
Alla fine del XV secolo la chiesa venne modificata interamente ad opera dei fratelli Candia, che costruirono le volte impostandole sui pilastri romanici che dividono la navata centrale da quelle laterali.

Nel 1796 la chiesa venne sconsacrata in seguito alla soppressione degli ordini religiosi ordinata da Napoleone e utilizzata come deposito o stalla. Negli anni successivi gli affreschi presenti, oltre che le strutture stesse, vennero danneggiati seriamente dall'abbattimento della navata destra che lasciò la chiesa aperta sull'esterno. La "Società per la Conservazione dei Monumenti dell'Arte Cristiana in Pavia" riacquistò la basilica ed il convento degli agostiniani alla fine dell'Ottocento e nel 1900, dopo i lavori di restauro con la riproposizione di elementi che rimandano all'antichità, venne riconsacrata la chiesa e ricollocati qui i resti di Sant'Agostino.
La sacrestia, a cui si accede dalla navata sinistra della chiesa, venne realizzata alla metà del XVI secolo dai canonici lateranensi e resa agli Agostiniani nel 1937 dopo la confisca del XVIII secolo.
Nella piazza ove è situata la basilica si trovano anche il Convento dei Canonici Regolari di Sant'Agostino, ora Caserma dei Carabinieri, ed il Convento di Sant'Agostino, sede del Centro Culturale Agostiniano onlus.

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